martedì 23 agosto 2011

Preparazione terreno di coltura.

Questa è la sequenza di foto che testimonia la preparazione del terreno di coltura per la semina in vitro di orchidee. Il terreno è arricchito di tutte quelle sostanze che in natura sono sostanzialmente fornite dal fungo col quale le radici dell'orchidea vanno in simbiosi ricavando tutto il necessario allo sviluppo dell'embrione. Non avendo la possibilità di sviluppare questo particolare legame, la coltivazione delle orchidee ha sviluppato questa alternativa definita "asimbiotica", ossia senza la simbiosi fungo/embrione.

Tanti barattolini vuoti


Mi sono procurato molti vasetti delle forme più svariate. La grande maggioranza di questi è stata fornita da mia sorella e dagli omogeneizzati di mio nipote. Oltre a questi, ho acquistato alcuni barattoli per la conserva della Bormioli.

2 mezzi litri di acqua demineralizzata

In una pentola far bollire mezzo litro di acqua demineralizzata al quale aggiungeremo : 20gr di zucchero (ho scelto quello di canna perchè meno raffinato) + 8gr Agar (acquistato al supermercato biologico).

Zucchero grezzo di canna

In un'altra pentola ho messo a bollire mezzo litro di acqua demineralizzata al quale ho aggiunto : concime per orchidee in polvere (ho considerato la quantità consigliata sulla confezione per 1l totale) + carbone attivo sminuzzato (lo trovate nei negozi di acquaristica) + radicante in polvere (la stessa quantità del concime. Il radicante l'ho acquistato in un consorzio).

Carbone attivo sminuzzato

Una volta che tutto l'agar si è sciolto in una pentola ed ha cominciato ad addensare leggermente la soluzione, ho creato un'unica pentola mescolando così le due "pozioni" ottenute. Alla fine ottengo dunque 1l di soluzione totale che, a fuoco basso, dovrà essere opportunamente mescolata a dovere.

La mano dell'aiutante stregone

Ora predispongo tutti i miei barattoli, precedentemente puliti da residui di omogeneizzato o polvere, vicino al lavandino in modo tale da avere l'acqua a portata di mano nel caso in cui rovesciassi qualcosa. Ora si travaserà, con l'aiuto di un mestolo e degli imbuti, il contenuto della pentola in ogni vasetto con 1,5/2cm di soluzione per ognuno.


Pronti per la semina
Dopo che tutti i vasetti sono stati riempiti bisogna sterilizzarli con l'ebollizione. 
Prendete dunque una pentola capiente, non mettete moltissima acqua. Portatela ad ebollizione e immergete tutti i barattoli per almeno mezz'ora nell'acqua.
C'è chi preferisce, per alzare il punto di ebollizione ed avere maggiore garanzia di buona riuscita, mettere per ogni litro di acqua, mezzo chilo di sale.

N.B = i barattolini degli omogeneizzati hanno un tappo rivestito internamente di un fine strato di gomma. Molti di questi si sono aperti scoppiando letteralmente durante la "cottura". I vasi Bormioli o comunque le marche predisposte per diventare contenitori per conserve sono i migliori e danno sicura garanzia di buona riuscita.

Una volta che avete finito il vostro ciclo di sterilizzazione mettete i barattolini a raffreddare, fuori dalla pentola. Man mano che raggiungeranno la condizione ideale, faranno il clic che dà garanzia di avvenuta sterilizzazione. 
Tutto il terreno di coltura andrà osservato per almeno 1 settimana per verificare la presenza di muffe sulla superficie. Una volta che andremo a seminare le orchidee potremo eliminare l'eccesso d'acqua che si formerà all'interno dei barattoli di vetro.

To be continued....






















Selezione di Adenium Obesum...


In diverse scatole dell'IKEA trasparenti ho effettuato in data 16 maggio 2011 una semina si diverse varietà di Adenium. Chiamata la rosa del deserto o anche Oleandro del Madagascar, proviene, come il nome stesso induce, dall'Africa orientale e meridionale. Dicono che questa caudica non sia la pianta del neofita. A mio parere nessuna pianta, nemmeno la più autosufficiente,  è indicata ad un simpatizzante del mondo botanico alle prime armi se quel giardiniere non presta le dovute attenzioni. Questa pianta, invece, richiede poche ma dovute cure. Serve osservare con diligenza le sue condizioni in modo da prevenire stress estremi che indurrebbero la pianta verso una fine certa. Parlo di stress estremi perchè è necessario "stressare" le piante in modo da dare un impulso alla loro coltura. Mi spiego meglio. Nel caso di piante originarie di ambienti caldi e zone semi desertiche è necessario imporre una rigida ed oculata somministrazione dell'acqua, questo per ripristinare lo stress idrico tipico della zona d'origine dell'essere stesso. Esso, infatti, geneticamente conserva una memoria che lo ha reso adatto alla resistenza in certe situazioni limite. E' per questo che, con le piante adulte, prima di somministrare acqua attendo che il terreno sia completamente asciutto. Nel momento in cui somministro acqua faccio in modo di imbibire completamente il mezzo colturale perchè nel deserto piove, non pioviggina, dando la possibilità a tutti gli esseri di immagazzinare la preziosa risorsa. Certo è che occorre prestare attenzione e "studiare" ogni segnale che la pianta ci da in modo tale da agire tempestivamente. 

La forma della pianta dell'Adenium obesum è rigonfia alla base, ricordandoci la forma di una borraccia.


Immagazzina l'acqua nei pochi momenti in cui è disponibile in modo da utilizzarla nei momenti in cui la pianta ne ha più bisogno... E' per questo che non dobbiamo esagerare con la somministrazione, in fondo, la pianta ha una sua riserva.



Piccoli Adenium obesum crescono nella piccola serra costituita da una scatola IKEA trasparente. Il terreno di coltura è semplice terriccio per cactacee al quale ho aggiunto sabbia di quarzo per acquari per renderla ancor più drenante.



Le migliori piantine selezionate per grandezza e robustezza.


A destra, nel piattino, le piccole piantine scartate dalla mia coltivazione. Non verranno tuttavia gettate, bensì coltivate in un vaso comunitario senza particolari controlli di selezione.


I vasetti 5x5 cm con nuovo terreno di coltura. Ogni scatola trasparente IKEA può contenere agevolmente 12 vasetti, quindi ho diviso le piantine selezionate per questa disponibilità. Ogni vaso contiene terriccio comune per cactacee al quale ho aggiunto pietrisco di acquari per rendere il tutto più drenante.



Ecco i 12 vasetti nella loro sistemazione attuale. Ognuno contiene all'incirca 4 piccoli di Adenium obesum.


L'adenium obesum allo stato naturale è una pianta bellissima. Data la sua lentezza nella crescita occorreranno molti anni prima che io veda questo risultato.


Il fiore dopo una semina, generalmente, si vedrà dopo circa 3/4 anni quindi occorre avere un pò di pazienza. 

lunedì 22 agosto 2011

Orto Botanico a Brentonico




L'entrata al Giardino dei Semplici di Brentonico. Un orto botanico relativamente giovane (all'incirca 10 anni) nato sui disegni dei ben più famosi orti di Padova e Parma. E' molto ben curata la sezione delle piante officinali. Il biglietto d'entrata è di soli 2,50 Euro e, gratuitamente, ci sono anche le visite guidate.




La nostra prossima meta di pellegrinaggio naturalistico sulle orme di Lil de Kock, l'amica di Konrad Lorenz che definì questi luoghi come l'orto d'Europa. Una ricchezza straordinaria di specie vegetali.


Mai sentito parlare dell'Echinacea per lo sviluppo delle difese immunitarie? E' questa pianta erbacea usata anche in fitocosmesi come decongestionante e purificante delle pelli, per il trattamento delle rughe, dell'acne, delle smagliature, delle screpolature.


Uno splendido esempio di come le piante aromatico officinali siano anche belle da vedere. In primo piano un bel carciofo...



Il Lupino... Questo legume sta tornando alla ribalta in campo alimentare grazie al suo elevato contenuto proteico che lo rende complementare alla carne, inoltre è una valida alternativa alla soia in quanto apporta meno grassi (8% vs 23%).
Recenti studi scientifici dimostrano che una frazione proteica del lupino possiede rilevanti proprietà ipocolesterolemizzanti ed ipoglicemizzanti.



Un'altro fiore che mi ricorda la nonna materna o comunque l'ambiente campagnolo: l'Alcea o anche detta Malvone. Le sue radici sono pregne di zuccheri mucillaginosi che a contatto con l'umidità si convertono in un soffice gel. Viene utilizzato per proteggere la gola dagli elementi irritanti e nel trattamento della tosse secca; le radici vengono vendute anche sotto forma di estratti secchi, sciroppi e pastiglie.



Questa è la famosa pianta Physalis alkekengi. Secondo l'uso popolare, possiede molte proprietà terapeutiche tra le quali spiccano azioni contro i calcoli renali e vescicali e come forte diuretico inoltre anche come integratore di vitamina C. I calici di colore arancione acceso tendente al rosso che avvolgono le bacche di questa specie rendono la pianta adatta a fini decorativi.


Retrobulbi da non scartare...



Cosa sono inanzitutto i retrobulbi? 
Sono i vecchi pseudobulbi ormai privi di foglie.


Cos’è uno pseudobulbo? E’ un ingrossamento del fusto presente in alcuni tipi di orchidea. Hanno funzione di immagazzinamento di acqua e zuccheri.

Come poterli riutilizzare? Nel momento del rinvaso, facendo le dovute pulizie, ci si accorge di questi incompresi : oscuri, raggrinziti e/o molli non sono di valore, da gettare. Vi sarà però capitato di vederne alcuni ancora paffutelli e consistenti.

Questi possono essere utilizzati per la propagazione.

Per indurre la formazione di un piccolo germoglio verde o marrone vicino alla base, consiglio inanzitutto di pulire bene il retro “rivalutato”. Tagliare le radici, ma lasciarne abbastanza da poterlo ancorare al substrato. Invasare poi in un vassoio pieno di un compost di corteccia a pezzatura non troppo grossa, sfagno o miscela di sabbia grossa. Inserire ogni retro fino al germoglio alla base. Mantenere una certa umidità tramite vaporizzazioni, ma soprattutto tenere al caldo. Un’altra scuola di pensiero consiglia di seguire tutto questo procedimento ma, anzichè nebulizzare, inserire il vassoio all’interno di un sacchetto di nylon trasparente in modo che mantenga un’umidità pressochè costante senza il quotidiano impegno delle bagnature.




Il trapianto in un vaso di dimensioni standard può essere fatto non appena vedremo spuntare nuove radici e vegetazione, nel compost ideale per la specie di orchidea. Il rinvaso, quasi probabilmente, sarà fatto ogni anno e per le prime fioriture servirà attendere dai 2 ai 4 anni circa in condizioni ottimali. Questo del recupero dei retrobulbi mi sembra una buona pratica culturale, soprattutto un modo economico per procurarsi specie di orchidea interessanti. Considerate che la maggior parte delle volte, i grandi coltivatori, gettano moltissime paffute, possibili, nuove generazioni di splendide orchidee…e tutto perchè non c’è convenienza ad attendere. E’ una cosa molto deplorevole questa. Le associazioni di orchidofili o singoli appassionati, invece, hanno a cuore questo scambio. Per l’acquisto o il baratto conviene dunque rivolgersi alle associazioni e da cui troverete sicuramente lo specialista con la migliore offerta.